Forgotten Realms: Tales of Faerun ~ [D&D 3.5, GdR Play By Forum]

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[Guida] Offresi Guida
view post Posted on 3/4/2008, 22:29Quote

Straniero

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/6/2009, 14:43


sparso qua e la per le locande un foglietto di carta dice:

guida con ottimo orientamento e capacità di viaggiare per boschi e ambienti selvaggi offre servigi a chiunque avesse bisogno, abile inoltre nell'arte dello scherma ha in più buona conoscenza delle tracce lasciate sul terreno al fine di rintracciare qualche creatura, disponibile per lavori di guida, avnguardia e ricercatore di creature.
porgo i miei omaggi e saluti
Morgomir Galdor


lo stile cerca di essere più ordinato possibile, la lettera oltre che in lingua comune è scritta anche con traduzione in elfico

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Entrammo nella vita dalla parte sbagliata in un tempo vigliacco, con la faccia sudata,
ci sentimmo chiamare sempre più forte, ci sentimmo morire ma non era la morte
e la vita ridendo ci prese per mano, ci levò le catene per portarci lontano.
Ma sentendo parlare di donne e di vino, di un amore bastardo che ammazzava un bambino
e di vecchi mercanti e di rate pagate e di fabbriche nuove e di orecchie affamate.
pregammo la vita di non farci morire se non c'era un tramonto da poter ricordare
e il tramonto già c'era, era notte da un pezzo ed il sole sorgendo ci negava il disprezzo.
Ma sentendo parlare di una donna allo specchio, di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio
e di un vecchio ricordo di vent'anni passati, di occasioni mancate e di treni perduti
e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada, difendemmo l'onore col sorriso e la spada.
Scordammo la casa e il suo caldo com'era per il caldo più freddo di una fredda galera
e uccidemmo la noia annoiando la morte e vincemmo soltanto cantando più forte
e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini
e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini.
(Tributo a Massimo Morsello)
 
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view post Posted on 3/4/2008, 22:45Quote
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Chivalry Spirit

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 25/1/2009, 19:26


Alla locanda "Il Veliero Nero" un vecchio mercante scorre rapidamente lo sguardo tra le righe dell'annuncio, aspirando fumo dalla sua lunga pipa. Si muove zoppicando verso il bancone e chiede all'oste carta, inchiostro e penna d'oca per scrivere la sua risposta.

Fra due giorni partirò con un carico di frumento da consegnare a Starmantle e avrei bisogno della vostra scorta. Vi aspetto fra due giorni al calar del sole nella piazza del mercato.

Laros Heive

Fayrl Eystre Lak'Wodr


Quivi sospiri, pianti e alti guai
risonavan per l'aere sanza stelle,
per ch'io al cominciar ne lagrimai.
Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell'aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira...


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view post Posted on 5/4/2008, 12:06Quote

Straniero

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/6/2009, 14:43


Con passo veloce alla piazza del mercato avvicinandosi a colui che sembra il mercante salve messere ecco la vostra guida, partiamo subito esclama puntando il dito verso la direzione da seguire

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Entrammo nella vita dalla parte sbagliata in un tempo vigliacco, con la faccia sudata,
ci sentimmo chiamare sempre più forte, ci sentimmo morire ma non era la morte
e la vita ridendo ci prese per mano, ci levò le catene per portarci lontano.
Ma sentendo parlare di donne e di vino, di un amore bastardo che ammazzava un bambino
e di vecchi mercanti e di rate pagate e di fabbriche nuove e di orecchie affamate.
pregammo la vita di non farci morire se non c'era un tramonto da poter ricordare
e il tramonto già c'era, era notte da un pezzo ed il sole sorgendo ci negava il disprezzo.
Ma sentendo parlare di una donna allo specchio, di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio
e di un vecchio ricordo di vent'anni passati, di occasioni mancate e di treni perduti
e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada, difendemmo l'onore col sorriso e la spada.
Scordammo la casa e il suo caldo com'era per il caldo più freddo di una fredda galera
e uccidemmo la noia annoiando la morte e vincemmo soltanto cantando più forte
e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini
e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini.
(Tributo a Massimo Morsello)
 
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Straniero

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/6/2009, 14:43


Dopo alcuni giorni di cammino seguendo le strada formata dalle molteplici carovane che percorrono il cammino la compagni arriva in vista di starmantle eccola fa quindi segno con il dito verso la città avete visto? tutto tranquillo e non ci siamo mai persi continua quindi a camminare arrivando infine alle porte della città, si guarda attorno con fare curioso avendo visto solo 2 volte la città in vita sua, quindi con qualche informazione ricavat qui e li accompagna il suo cliente alla piazza del mercato avevamo detto che in 1 decade e mezza si faceva tutto, sono passati 6 giorni, ci fermeremo al massimo 2 giorni e poi ripartiamo detto questo si allontana avendo 2 interi giorni a disposizione

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Entrammo nella vita dalla parte sbagliata in un tempo vigliacco, con la faccia sudata,
ci sentimmo chiamare sempre più forte, ci sentimmo morire ma non era la morte
e la vita ridendo ci prese per mano, ci levò le catene per portarci lontano.
Ma sentendo parlare di donne e di vino, di un amore bastardo che ammazzava un bambino
e di vecchi mercanti e di rate pagate e di fabbriche nuove e di orecchie affamate.
pregammo la vita di non farci morire se non c'era un tramonto da poter ricordare
e il tramonto già c'era, era notte da un pezzo ed il sole sorgendo ci negava il disprezzo.
Ma sentendo parlare di una donna allo specchio, di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio
e di un vecchio ricordo di vent'anni passati, di occasioni mancate e di treni perduti
e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada, difendemmo l'onore col sorriso e la spada.
Scordammo la casa e il suo caldo com'era per il caldo più freddo di una fredda galera
e uccidemmo la noia annoiando la morte e vincemmo soltanto cantando più forte
e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini
e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini.
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Straniero

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/6/2009, 14:43


passati i due giorni Morgomir torna alle prime luci dell'alba alla piazza eccomi, ma come non siete ancora pronti aspetta quindi un altro paio di ore per poi ritrovarsi di nuovo li, vedendo la carovana nuovamente pronta ripartono per tornare a westgate, il cammino fino a metà strada sempbra più facile dell'andata conoscendo già la strada e con il suo senso dell'orientamento Morgomir riesce facilmente ad orientarsi fin quando delle urla quarciano il silenzio della strada, cosi 4 baldi giovani banditi coperti di tutto punto attaccano la carovana ma dopo pochi minuti gli stessi più una guardia della carovana fiacciono a terra morti, il mercante per nulla preoccupato e avvezzo di queste situazioni ordina ai suoi scagnozzi di far sparire i cadaveri, quindi accampati la sera un acre puzza di morte sovrasta il campo dove gli scagnozzi si danno da fare per druciare al fuoco del campo i corpi. L a mattina dopo come niente fosse la partenza è alle prime luci dell'alba, seppur sia presente della nebbia il ranger non viene ingannato, quindi dopo altri due giorni di marcia appare in lontananza il vessillo della città eccoci, ci sonbo stati alcuni spiacevoli inconvenienti ma niente di che esclma durante il poco tragitto che rimane, quindi una volta lle porte della città in zona con molta gente esclama e ora il lavoro è finito i soldi che mi spettano messere

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Entrammo nella vita dalla parte sbagliata in un tempo vigliacco, con la faccia sudata,
ci sentimmo chiamare sempre più forte, ci sentimmo morire ma non era la morte
e la vita ridendo ci prese per mano, ci levò le catene per portarci lontano.
Ma sentendo parlare di donne e di vino, di un amore bastardo che ammazzava un bambino
e di vecchi mercanti e di rate pagate e di fabbriche nuove e di orecchie affamate.
pregammo la vita di non farci morire se non c'era un tramonto da poter ricordare
e il tramonto già c'era, era notte da un pezzo ed il sole sorgendo ci negava il disprezzo.
Ma sentendo parlare di una donna allo specchio, di un ragazzo a vent'anni che moriva da vecchio
e di un vecchio ricordo di vent'anni passati, di occasioni mancate e di treni perduti
e scoprimmo l'amore e scoprimmo la strada, difendemmo l'onore col sorriso e la spada.
Scordammo la casa e il suo caldo com'era per il caldo più freddo di una fredda galera
e uccidemmo la noia annoiando la morte e vincemmo soltanto cantando più forte
e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti assassini
e ora siamo lontani, siamo tutti vicini e lanciamo nel cielo i nostri canti bambini.
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